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TITOLO dei BRANI |
INTERPRETI |
COMPOSITORI / AUTORI |
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| 1 |
CUORE ITALIANO |
TRIO TURBINA |
F. Ferriani-U. Rapezzi) |
3’40” |
| 2 |
RUMINANTE |
LORENZ dei Bovines |
(F. Ferriani-R. Antoni) |
3’45” |
| 3 |
ANDIAMO AL CRAL |
I RUVIDI DEL LISCIO |
(F. Testoni- F. Ferriani-R. Antoni) |
4’40” |
| 4 |
MISS ITALIA |
SUSY e le Libere Belle |
(A. Laterza-M. Giusti) |
2’53” |
| 5 |
COME UN VITELLO |
I BOVINES |
(F. Ferriani-R. Antoni) |
3’20” |
| 6 |
GIU’ LE MANI DAI CAPELLI |
I NEW BEATNIKS |
(F. Ferriani-R. Antoni-M. Muzzi) |
4’40” |
| 7 |
SBALLO A CESENATICO |
SUSY e le Allegre Canotte |
(M. Stefanini-M. Giusti) |
3’00” |
| 8 |
EMILIAN DREMING-Romagnol Sound |
TOMATO PAST e i POST-POST |
(M. Stefanini-M. Giusti) |
1’46” |
| 9 |
LISCIO, GASATO ON THE ROCK |
I RUVIDI DEL LISCIO |
(F. Testoni- F. Ferriani-R. Antoni) |
3’57” |
| 10 |
ROCK’N ROLL BOVINO |
I BOVINES |
(F. Ferriani-R. Antoni) |
3’50” |
| 11 |
CUORE ITALIANO |
Versione Strumentale |
(F. Ferriani-U. Rapezzi |
1’05” |
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Arrangiamenti e Direzione Artistica
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P’ACO DALCATRAZ
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Tecnico del suono
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FRANCO TROMBETTI |
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Consulenza Artistica
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STARNAZZA, GRAN PAVESE VARIETA’ |
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Batteria
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D.X.OBERHEIM, FRANCO TROMBETTI |
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Basso
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G. CAVALLI, E. TEMPESTA, G.C. TROMBETTI |
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Chitarra
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DANDY BESTIA, G. CAVALLI |
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Tastiere
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S. MAZZAVILLANI, S. PAOLINI, M. CAMPOREALE, M. STEFANINI |
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Fisarmonica
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M. CAMPOREALE |
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Sax
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ALAN KING E. TEMPESTA |
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Violino
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F. TROMBETTI |
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Mandolino
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E. TEMPESTA |
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Sitar
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G. CAVALLI |
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Cembalo
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E. TEMPESTA |
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Campanelli
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STARNAZZA |
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Voci
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GIANNI FINI, STARNAZZA, MARCO MUZZI, ERCOLE TEMPESTA, LORENZ, DANDY BESTIA, TOMATO PAST,SYUSY BLADY, ANTONIETTA e VANESSA LATERZA, EUGENIA MARTELLI, UGO RAPEZZI |
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Complici
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S. PICCININI, M. MAGNANI, S. LIPPORESI, R. FRANCIA, U. FRASSINELLA, M. CAPELLI, R. TARANTINI, L. MASINI, L. MAZETTI |
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Cover
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MAURO CAPELLI da un’idea di P’ACO DALCATRAZ e STARNAZZA |
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P) 1994-1999 - 103 Milano
103 Edizioni Musicali
103 ACNT 601
Produzione: Luigi Barion
Registrato Febbraio-Marzo 1984 Studio T2 Bologna
www.103.it - 103@103.it
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Biografia
Il progetto di Cuori Italiani nasce quasi da sé. Il 22 maggio dell'82. Succede che con Freak Antoni, Dandy Bestia, Giorgio Cavalli e tanti altri complici, vengo invitato a fare il primo concerto come "Paco D'Alcatraz e i Prisoners" alle Caserme Rosse di Bologna. Dovevamo suonare per circa due ore così pensammo di annunciare la presenza di due gruppi. Partimmo come "Paco e i Prisoners" e suonammo implacabili sotto la pioggia.
Finita la performance uscimmo e dopo poco rientrammo travestiti da "Astro Vitelli e i Bovines". Eravamo sempre noi che avevamo fatto un rapido cambio d'abito mettendone uno da macellaio sopra a quello da galeotto. Suonammo di nuovo e ci rendemmo conto che il germe trasformista di Cuori Italiani stava già crescendo.
La cosa più sorprendente fu che anche le musiche sembravano provenire da due formazioni completamente differenti.
A onor del vero Freak Antoni si divertiva, da sempre, a inventare nomi di gruppi inesistenti con relativi dischi improbabili e allora, quasi senza accorgercene, abbiamo cominciato a comporre delle canzoni ispirandoci al nome della band nata sul momento. Un gioco che nessuno di noi sapeva dove sarebbe andato a parare. In qualche mese ci trovammo una discreta quantità di materiale tra le mani, ma non sapevamo come fare a pubblicarlo. Nel frattempo era nata una collaborazione con il "Gran Pavese Varietà"; un gruppo di attori capitanato da Patrizio Roversi e Syusy Blady che proponeva, con successo, numeri di varietà al circolo Pavese di Bologna. Lì muovevano i primi passi artisti come Alessandro Bergonzoni, i Gemelli Ruggeri, Vito e tanti altri talenti. Spesso, sia io che Freak, partecipavamo come ospiti a queste divertenti serate e il rapporto di complicità con loro diventava sempre più stretto. Una notte dell '84, parlando dei nostri pezzi coi ragazzi del Gran Pavese, ci venne l'idea di fare un disco tutti insieme. Dopo aver sottoposto i provini a qualche serioso discografico, non ultima Mara Maionchi, ci siamo resi conto che lo sbigottimento provocato in loro durante l'ascolto non favoriva la pubblicazione del nostro "gioiello".
Eravamo ormai stremati e scoraggiati quando Rinaldo Tarantini, un mio amico che lavorava per la Fonit Cetra, mi presentò Luigi Barion, il quale decise, contro la nostra comprensibile incredulità, di scommettere su di noi e di produrre immediatamente il disco. Cuori Italiani, è un insolito e ironico condensato di tutti i generi musicali espressi nel nostro dopoguerra; una lettura ironica, irriverente, ma anche affettuosa, di tante goffaggini delle italiche culture. Dopo più di vent'anni viene considerato un disco "cult" ed è pieno di trovate; da involontari colpi di genio a sublimi cretinerie. Trasuda umorismo e demenzialità da ogni nota ma è diventato un "universo" misterioso e sorprendente anche per noi che l'abbiamo creato. La struttura è quella di un bislacco concept album che contiene undici brani eseguiti da un solo gruppo che si trasforma, nell'interpretazione, in otto formazioni differenti per nome e stile musicale.
È una continua e spudorata contaminazione di generi, si parte dal rock per arrivare al liscio, senza trascurare l'intenzione kitch e il nonsense più sfrenato. La copertina è un'evidente citazione di sgt. Pepper's (Beatles), volutamente molto italiota, dove veniamo affiancati, attraverso un vistoso fotomontaggio, da tutti i personaggi più rappresentativi della nostra italietta del dopoguerra. Fabio Ferriani Alias Paco D'Alcatraz

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